Soccer team in a huddle

Retail e gamification, una mossa vincente

27, Ottobre, 2016 di Ivano Fossati

Oggi una parte rilevante della nostra vita si svolge in una commistione tra fisico e virtuale. Chi opera nel mondo retail sa che il processo di acquisto dei consumatori è diventato un’espressione articolata di questa combinazione: ci informiamo online sui prodotti di un brand, poi nel punto vendita fisico ci aspettiamo che l’esperienza “analogica” sia una continuazione omogenea di quella che virtualmente abbiamo già avuto. E siamo anche sempre più propensi a condividere sui nostri social network ciò che ci sta accadendo nella nostra esplorazione del brand, sui suoi siti di ecommerce e nello store fisico.

Questa propensione alla condivisione del nostro rapporto con un brand esiste comunque, che il brand stesso sappia farne tesoro o meno. Ma dovrebbe: in un mercato in cui l’offerta appare spesso indifferenziata, la capacità di creare engagement fa la differenza.

La gamification – ossia, in sintesi, l’introduzione di dinamiche tipiche dei giochi nella relazione con la clientela – è un passo ulteriore, un modo per intensificare tale condivisione e fidelizzare sempre più i clienti al brand. In molti punti della relazione brand-cliente si possono inserire elementi ludici e le esperienze in tal senso sono le più varie. Dal gestore del piccolo bar sulla spiaggia che in qualche modo incentiva a postare una foto su Instagram alle grandi catene che premiano il checkin su Swarm o il post su Facebook. Ma le potenzialità della gamification vanno oltre e sono in buona parte ancora da esplorare. Anche in direzioni inaspettate: c’è chi ha saputo sfruttare il fenomeno travolgente di Pokemon Go collocando esche per Pokemon nel proprio negozio. Un investimento minimo a fronte di un ritorno in presenze (di cacciatori di Pokemon, che comunque sono consumatori) e visibilità.

Giocare è una delle forme di relazione più gratificanti e in grado di creare un solido legame. Con la gamification, tra brand e cliente può crearsi proprio un legame del genere a patto – e non è banale – che chi inventa le regole del gioco (il brand) sappia offrire allo stesso tempo un traguardo raggiungibile e una gratificazione adeguata. Sappia coinvolgere su tutti i suoi canali (web, social, store fisici), in sintesi, perché sappiamo che l’engagement aumenta sia il numero di relazioni con il cliente (e quindi le vendite) sia la propensione di quest’ultimo a diffondere messaggi positivi sul brand stesso. In fondo, a tutti noi fa piacere parlare di chi ci fa divertire.

Ivano Fossati

bottone5

Tags: ,