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Product Lifecycle Management: anche la creatività deve avere la sua concretezza

12, Dicembre, 2016 di Paola Polini

Nella visione tradizionale dello sviluppo di nuovi prodotti o di intere nuove aziende c’è una dicotomia tra il punto di partenza (avere un’idea di prodotto o imprenditoriale) e il percorso che ne deriva (l’execution, ossia mettere in pratica al meglio questa idea). È una distinzione che va superata: queste due fasi sono solo parti di un “ciclo di vita” delle idee molto articolato, che va dalla nascita stessa dell’idea sino al prodotto che la concretizza. E anche oltre, perché il processo creativo genera una mole di informazioni e di feedback di cui è molto importante tenere traccia per il futuro.

Pensiamo ad esempio alle attività di ricerca e sviluppo nelle aziende automotive, un ambito ad alto tasso sia di creatività sia di tecnologie. Quando faccio vedere a mia figlia i disegni o i video di auto prototipo del futuro lei sorride e mi spiega che non saranno così: l’auto sarà come una stanza, un grande tubo trasparente in cui entreremo, sceglieremo una destinazione e premendo un bottone ci arriveremo istantaneamente. Questa è l’immaginazione dei bambini, senza limiti e senza preconcetti, per la quale l’auto è prima di tutto un mezzo di trasporto, solo dopo una forma o un motore innovativi. È da un pensiero così destrutturato e a mente aperta che nasce l’idea creativa. È la fase del “concept”: uno dei processi più strategici nelle aziende moderne ed innovative, l’unico elemento che non è copiabile, clonabile, delocalizzabile. Chi ha investito in questo ambito, come anima della propria azienda e non solo come reparto di ricerca e sviluppo, è riuscito a crearsi un netto vantaggio competitivo.

Product Lifecycle Management

Per acquisirlo e per mantenerlo serve una gestione olistica del ciclo di vita delle idee e dei conseguenti prodotti, il che è possibile grazie agli strumenti odierni di Product Lifecycle Management (PLM): per un’azienda innovativa non sono più tool “da tecnico” ma un vero e proprio asset strategico. Questo perché un moderno sistema PLM è un abilitatore: rende più robusti i processi di ideazione e sviluppo di nuovi prodotti, assecondando la loro natura destrutturata e cross-funzionale ma creando allo stesso tempo un ambiente formalizzato in cui i ruoli più indicati (i creativi, gli esperti…) possano dare il loro contributo in maniera collaborativa, eliminando le divisioni tra ruoli e business unit. Inoltre, cosa affatto secondaria, il PLM fa da ponte tra il processo creativo, le priorità aziendali legate allo sviluppo prodotto, gli investimenti in innovazione e i processi gestionali di un’impresa.

 

Paola Polini
Presales Manager

Product Lifecycle Management

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