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IoT per tutti, quando?

17, Gennaio, 2017 di Paola Polini

IoT sembra una sigla poco chiara, complicata e lontana delle persone… in realtà quanto si nasconde dietro questa sigla, sono le aspettative di tutti noi consumatori.

Alcuni esempi:

Mi aspetto che la mia valigia sia dotata di un sensore che mi permetta di rintracciarla e trovarla, all’occorrenza, durante tutta la durata del mio viaggio. Infatti dal momento del check-in non ne ho più visibilità, non so se verrà ispezionata o meno, se qualcuno l’ha aperta per sottrarvi del contenuto all’interno o, nel caso di bagaglio a mano, se l’ho scordata nel pullman che mi ha portata all’aereo o nella toilette.

Immaginate se potessi entrare nell’app (ipotetica) “findmybag” e da qui potessi vedere, dov’è il mio bagaglio, se ha subito danni, se è stato aperto e a che temperatura e vibrazioni è stato sottoposto.

Non capisco ancora perché i produttori di valige o le compagnie aeree e assicurative non si siano dotate di questi strumenti/servizi… si potrebbe pagare meno il biglietto, si potrebbe pagare meno l’assicurazione del viaggio, si potrebbero prevedere bagagli di beni preziosi con monitoraggio speciale…

Mi aspetto di non dover più chiamare il termoidraulico per programmare la pulizia della caldaia. La mia caldaia è collegata ad una rete elettrica, è dotata di schede elettroniche che mi danno una serie di dati statistici e di consumi, è posizionata all’esterno e sarebbe utile monitorare i consumi in funzione alla temperatura esterna e di conseguenza regolare l’impianto interno. La domotica è ormai materia di cui tanto si parla e più o meno alla portata di tutti (meno che più) anche se dall’edilizia moderna mi aspetto molto di più, ma questo è un altro tema.

Perché il termoidraulico non mi offre un servizio di controllo e di manutenzione remota ed on-site sul mio impianto? Lo stesso dovrebbe avvenire per l’impianto elettrico.

Anche in questo caso, con un’altra app (chiamiamola “myhome”), immaginate se potessi accettare la programmazione degli interventi dei miei fornitori di fiducia (idraulico, termoidraulico, elettricista …)

IoT

Allo stesso modo mi aspetto molto di più dalla mia auto, per le attività programmabili in base al chilometraggio o alla stagione (tagliando, cambio gomme…).

Cosi come voglio poter pagare le bollette da un’app e staccare un assegno ed avere una banca che mi chiama perché proattiva e capisce che ho bisogno di supporto.

E il mio medico? Sì, anche lui dovrebbe poter ricevere un alert dal mio braccialetto se sto male o qualche parametro è fuori norma e controllo. Questa non è fantascienza, in alcuni paesi si sono implementati servizi pubblici o privati di questo tipo. Pensate ad un servizio di controllo degli anziani che non risiedono in una casa di riposo, pensate all’assistenza sanitaria domiciliare e mille altre applicazioni.

Pensate al pet-assistant, nel caso vogliate che il vostro cucciolo abbia qualcuno che possa intervenire qualora riteniate ne abbia bisogno.
Così come do per scontato che, se voglio, con un’app ordino la pizza o la cena, e la spesa a casa in un’ora.

Tutto intorno a noi deve compiere un’evoluzione tecnologica e digitale così grande che potremmo elencare idee e servizi per giorni interni.
Questo è il momento del cambiamento in cui chi ha un’idea straordinaria la può sviluppare e divenire leader di mercato, di un nuovo mercato, quello che possiamo inventare noi.
Questa è l’era in cui tutti gli enti privati o pubblici di servizi devono riprogrammarsi, perché per loro è una grande opportunità di evoluzione percettiva sia sociale che culturale.

L’IoT non è quindi uno slogan industriale, è un fenomeno che prima di tutto può migliorar la vita di noi consumatori e sempre più ci aspettiamo un livello di assistenza e di qualità non solo personalizzato, ma direi proattivo.

 

Paola Polini
Presales Manager

IoT

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