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Dal rapid prototyping al distributed manufacturing, la rivoluzione del 3D printing nella supply chain

26, Gennaio, 2017 di Alberto Erisimo

Siamo portati a pensare al 3D printing come ad una nicchia un po’ esotica e visionaria, destinata soprattutto alla realizzazione di prototipi od oggetti che sono poco più che souvenir.

Tuttavia le tecnologie di realizzazione hanno fatto negli ultimi anni progressi enormi e se a questi si sommano i costi unitari di produzione sempre più bassi, possiamo affermare di essere ad un passo dal passaggio dalla nicchia produttiva ad tecnologia realmente “disruptive”.

Alcune ricerche stimano che il mercato del 3D printing possa raggiungere i 21 miliardi di $ nel 2020 (Wohlers Report 2015: “3D Printing and Additive Manufacturing State of the Industry Annual Worldwide Progress Report”) ma, nonostante la crescita significativa, il 3D printing rappresenta solo lo 0,04% del mercato manifatturiero globale. Le stesse stime evidenziano un potenziale ancora inespresso per il 3D printing, che potrebbe portarlo ad un 5% del volume, per un mercato di 640 miliardi $.

Distributed manufacturing, Supply Chain

Ma quali sono le implicazioni di questa rivoluzione per la supply chain?

Il 3D printing ha il potenziale per dare una scossa positiva alle supply chain influenzando il modo di produrre, i costi di gestione delle scorte ed i lead time. Ad esempio, con il 3D printing si possono abbattere i costi di gestione scorte realizzando un magazzino di parti virtuali, che sono rese fisiche per stampa solo quando servono realmente: si pensi al problema delle parti di ricambio che sono, per loro natura, difficili da pianificare e oggetto di rapida obsolescenza. Con la stampa 3D è possibile abbattere i lead time per il cliente in presenza di parti personalizzate. Naturalmente, il 3D printing non è la panacea per ogni problema, o uno strumento “one-size-fits-all”. Quando ci sono prodotti molto standardizzati, o con grandi volumi di produzione, non ha molto senso applicare la curva di costo tipica del 3D printing, che ha costi fissi molto bassi, ma costi variabili relativamente maggiori. Anche per quanto riguarda la tipologia di supply chain, il 3D printing può essere potenzialmente usato dovunque, ma esprime i benefici maggiori in contesti di supply chain decentralizzata (o decentralizzabile) con siti produttivi vicini al consumatore / utilizzatore.

Distributed manufacturing, Supply Chain

Questo ha impatti, ovviamente, anche sui sistemi informativi che governano e controllano i flussi della supply chain. Ogni step della catena del valore di un’azienda manifatturiera, dalla ricerca e sviluppo al post-vendita, è influenzato dal diverso paradigma produttivo. SAP sta investendo con alcuni partner specializzati nella realizzazione 3D printing, come UPS, per semplificare l’adozione di questa tecnologia e portarla ad un livello di adozione massivo. In particolare, sono state affrontate tre aree considerate strategiche:

  • Semplificare la creazione di un repository digitalizzato, la cosiddetta part digitization: la soluzione SAP Distributed Manufacturing permette di analizzare, definire le priorità e quindi identificare le parti più adatte – e convenienti – per il 3D printing. Una volta identificati, i part number possono essere “digitalizzati” e associati ad un formato “stampabile”. Si intuisce quali possano essere i cambiamenti nel processo di Product Lifecycle Management, dove la creazione del file stampabile è una specie di “handover” virtuale alla produzione e alla successiva gestione dei processi di approvvigionamento (manufacturing e procurement).
  • Quantificare automaticamente la convenienza economica e finanziaria del 3D printing rispetto al normale flusso di approvvigionamento. L’idea è di abilitare decisioni in tempo reale sulla supply chain ottimale caso per caso, basate sui parametri specifici del singolo lotto produttivo, anche di dimensione unitaria, come distinta e ciclo produttivo, costi logistici di spedizione, regime di tassazione, ecc.
  • Integrare ed inviare direttamente l’ordine alla rete di 3D printing per la produzione e la consegna. In particolare SAP e UPS hanno siglato un accordo di cooperazione per connettere i sistemi SAP delle aziende e permettere loro di produrre virtualmente dovunque ed in modalità distribuita, utilizzando l’infrastruttura 3D printing di UPS e avendo sempre sotto controllo il processo di evasione dell’ordine.
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Alberto Erisimo
Presales Expert

Distributed manufacturing, Supply Chain

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