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Come spostare le risorse economiche dell’azienda in modo efficace

6, Febbraio, 2017 di Jean Claude Pizzi

risorse economiche dell’azienda, rivalutazione finanziaria

Solo una piccola parte dei CFO attua modelli di rivalutazione finanziaria del budget. Una pigrizia che potrebbe costare caro alla crescita del business.

Nel 2036 le compagnie che avranno adottato misure di ricollocazione dinamica delle loro risorse economiche varranno di più di quelle che si sono mostrate meno agili a farlo. Non è una predizione da cartomante ma l’evidenza dei dati diffusi da McKinsey & Company. Spostare il budget da un settore all’altro, spesso e nel breve periodo, vuol dire saper maneggiare il presente, con buone probabilità di costruirsi un roseo futuro. Non è semplice, ma gestire i fondi, muovendoli dove c’è bisogno di maggiore attenzione, permette di raggiungere quote di mercato più elevate, pianificando la produttività in maniera serena e lungimirante.

Tornando a McKinsey, è indicativo quanto bassa sia la percentuale dei CFO che affermano di non studiare una ricollocazione dinamica delle risorse: un terzo delle società intervistate dagli analisti dedica un misero 1% del loro capitale alla ricollocazione, una fetta molto ridotta della già bassa media dell’8% investito in tale attività. Cosa vuol dire? Perdere un’opportunità di crescita evidente, visto che i soggetti pronti ad agire con destrezza godono di rendimenti più elevati (+10% circa) di chi non è solito rivalutare la destinazione finanziaria delle ricchezze (+6%).

risorse economiche dell’azienda, rivalutazione finanziaria

Comportarsi “dinamicamente” vuol dire prendere decisioni in poco tempo, sfruttare i Big Data, attenuare i momenti di crisi, conoscere gli adempimenti fiscali e gli obblighi normativi, ottimizzare la forza lavoro. Si tratta di un livello di granularità dove c’è bisogno di persone con skill molteplici e dotate di una concreta capacità di analizzare contesti apparentemente differenti, che nascondono relazioni e conseguenze dipendenti.

Grazie alla tecnologia e all’iperconnettività, abbiamo abbandonato i sistemi informativi a silos, incapaci di comunicare e collaborare con gli altri. Il passo successivo è liberarsi anche del pensiero a silos, che ancora guida le strategie di business dei reparti finanziari. L’innovazione è un processo determinante per avanzare verso il futuro ma rimane sterile senza la determinazione dell’uomo.

Qual è la base di partenza per avviare un’intelligente ricollocazione economica delle risorse? Agire proattivamente, dotarsi di una visione globale ma specifica della realtà aziendale, conoscere come lavorano le divisioni, le loro necessità e i costi che sostengono. Solo in questo modo è possibile ottenere un panorama completo del contesto in cui si opera, così da scegliere la via migliore da seguire in un preciso momento, convinti di poterla (anzi “doverla”) cambiare se la risposta non dovesse essere quella desiderata. Considerate quali attività oggi ostacolano un proposito del genere, perché sono obsolete, lente e sorpassate. Molte abitudini aziendali possono essere sostituite da procedure più snelle, fluide e versatili. “Non è possibile risolvere un problema con lo stesso modo di pensare di chi lo ha creato”. Einstein ha sempre ragione.

 

Jean Claude Pizzi
Business Development Expert

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