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Demand Planning: l’unione fa la forza (e l’efficacia delle previsioni)

30, Maggio, 2017 di Luca Tazzari

Abbiamo già visto come per migliorare il processo di demand planning sia necessario concentrarsi non solo sugli strumenti e sui metodi adottati per la pianificazione della domanda ma anche su un approccio complessivo diverso, manageriale e collaborativo, che riguarda tutta la sua gestione. Vari studi sui processi aziendali di demand planning hanno infatti dimostrato che la mancanza di comunicazione tra le funzioni coinvolte porta a risultati poco soddisfacenti. Ciascuno dei responsabili, in sostanza, si muove autonomamente e arriva a risultati poco validi per la inevitabile “parzialità” della sua visione. La condivisione è invece necessaria e deve anche essere un momento di confronto formale, in modo che tutte le figure coinvolte arrivino in modo esplicito a condividere una previsione.

Previsione che, inoltre, deve essere adeguatamente dettagliata. La domanda base deve essere analizzata “criticamente” in base ai segnali provenienti dal mercato e dalla supply chain, agli obiettivi di budget e ai dati promozionali, per poi essere scomposta sino a livello di singolo codice (SKU). Questa pianificazione a medio-lungo termine deve essere completata da una attività di previsione che è invece giornaliera, fatta in modo da recepire e tramettere immediatamente a monte della supply chain andamenti anomali delle vendite e altri eventi non previsti. Lo scopo finale è evitare rotture di stock.

Portando questo ragionamento al livello pratico dei sistemi IT per il processo di demand planning, si vede come serva un ambiente condiviso in cui siano sempre disponibili le informazioni di vari dipartimenti dell’azienda: customer service, vendite, marketing, finance. D’altro canto serve anche un ambiente di gestione delle informazioni con la capacità di conservare enormi moli di dati e di analizzarle in un’ottica proiettata in avanti, in base ai modelli previsionali che si adattano meglio alla struttura dell’azienda, del mercato o dell’approccio scelto per il demand planning. Gli strumenti offerti da SAP possono coprire questo ampio range di applicazioni. Si va ad esempio dalla parte analitico-previsionale di Business Warehouse Integrated Planning, unito alle capacità di una piattaforma in-memory come HANA, sino alle funzioni di analisi dei dati in ottica business che si possono integrare nei normali applicativi Microsoft Office grazie a SAP BusinessObjects Analysis. In questo modo le funzioni di previsione sono davvero distribuite in tutta l’azienda e possono sostenere un processo collaborativo.

 

Luca Tazzari
Horsa S.p.A.

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