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Recruiting: conta anche la “candidate experience”

5, Giugno, 2017 di Margherita Scalfi

Efficienza recruiting

Trovare le risorse giuste per un’azienda non è mai semplice: il processo di recruiting è fatto di tanti tasselli che raramente si combinano perfettamente, per cui anche le imprese che hanno tutto per attrarre talenti non sempre riescono ad assumere le persone ideali. In questo senso uno dei concetti che stanno assumendo rilevanza è quello della “candidate experience”: il processo che porta un potenziale dipendente dall’entrare in contatto con noi sino al primo colloquio è fluido? O stiamo rendendo troppo complesso “presentarsi” anche a persone che avremmo tutto l’interesse quantomeno di conoscere?

Molte imprese si sono rese conto che il loro processo di recruiting era un vero e proprio percorso a ostacoli e portava molti candidati interessanti ad abbandonare l’impresa. Molto spesso, ad esempio, i sistemi messi in piedi per accettare candidature online sono farraginosi e complessi, poco efficienti e tra l’altro poco integrati con le piattaforme HR che sono a monte. Dalla esperienza di queste imprese emergono tre punti chiave di cui tenere conto per migliorare la candidate experience.

Efficienza recruiting

Il primo riguarda i requisiti posti a chi vuole proporsi per una posizione. Sono un sistema di filtro che sembra comodo ma in realtà non ci dice tutto quello che sarebbe utile sapere sulle potenzialità e sulle qualifiche del candidato. Sempre più aziende permettono anche a chi non ha i requisiti considerati base per un ruolo di presentare comunque la propria domanda, per non perdere candidati potenzialmente interessanti.

È essenziale anche semplificare il processo di “application” da dispositivi mobili. Le imprese che permettono di presentare le proprie candidature da mobile con la stessa semplicità che da un computer tradizionale hanno una quota importante (anche un quarto) di candidati che arrivano proprio da questo canale. Una conferma in più che i dispositivi mobili sono quelli preferenziali per una fetta crescente della popolazione.

Terza raccomandazione: date modo al candidato di avere colloqui positivi. Ad esempio, non limitatevi alla posizione per cui è stata presentata la candidatura. Alcune aziende esaminano le application per capire quali ruoli il candidato potrebbe ricoprire in azienda, indipendentemente da quello per cui si è presentato. In questo modo al primo colloquio le opzioni aperte sono più di una. Altre imprese aiutano i candidati a prepararsi per il colloquio, dando loro anche informazioni sul manager che li incontrerà.

 

Margherita Scalfi
Presales Specialist

Efficienza recruiting

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