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Gestione del personale: ragionare per obiettivi premia!

16, Giugno, 2017 di Patrizia Larocca

Oggi alle aziende viene chiesta una notevole capacità di essere elastiche e reattive nei confronti del mercato, due caratteristiche che non possono esprimersi a livello d’impresa se non sono parte dell’organizzazione stessa. Questo significa che ogni dipendente dovrebbe essere in grado di comprendere chiaramente gli obiettivi strategici aziendali e soprattutto come questi si declinano rispetto al suo ruolo in azienda. E siccome il mercato cambia rapidamente, altrettanto rapidamente il personale deve poter “cambiare rotta” e modificare il suo modo di lavorare per allinearsi a nuovi obiettivi personali relazionati a quelli che l’azienda intende perseguire.

Il dipendente ideale, in quest’ottica orientata alla reattività, è un dipendente per così dire consapevole, che considera i suoi obiettivi come parte di quelli di tutta l’impresa e non considera in modo negativo o minaccioso l’analisi delle sue performance in rapporto a essi. È proprio indicando oggettivamente lo scarto tra risultati ottenuti e prefissati che le funzioni di Goal Management aiutano il dipendente a restare allineato con la strategia aziendale e a essere valutato in una logica meritocratica equa.

Per implementare questa logica in azienda servono strumenti efficaci, che portino vantaggi percepibili tanto ai dipendenti quanto ai loro manager e ai responsabili delle risorse umane. Strumenti del genere, permettono ad esempio ai dipendenti di mantenere costantemente aggiornati i manager sulle attività completate. Così è possibile verificare se queste sono in linea con la strategia organizzativa aziendale e di monitorare le prestazioni dei singoli. Questo controllo viene arricchito con azioni di feedback e coaching che aiutano i dipendenti a lavorare meglio e a crescere professionalmente.

Avere una visione precisa e continua delle attività dei dipendenti è poi la base per un processo di valutazione efficace ed equo. Da un lato infatti permette di individuare con facilità e rapidità i migliori performer, dall’altro aiuta ad uniformare la definizione degli obiettivi e la valutazione delle performance. Questo viene percepito anche dai dipendenti, che quindi possono riconoscere l’imparzialità dei riconoscimenti a livello economico e delle promozioni.

Nel complesso, quindi, un processo di valutazione delle performance accurato e oggettivo porta i dipendenti a sentirsi sia più coinvolti sia più motivati: i loro progressi sono chiari, i feedback del management altrettanto e – cosa fondamentale – il “campo di gioco” è lo stesso per tutti.

 

Patrizia Larocca
CST Consulting

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