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Retail: la chiave del successo è nel turnover del personale

19, Settembre, 2016 di Gabriele Indrieri

Aziende leader, come Apple, hanno dimostrato che un dipendente motivato e formato può fare la differenza. Ecco le strategie da seguire.
 

Vi sarà capitato, almeno una volta, di entrare in un Apple Store. Al di là delle t-shirt identiche dei dipendenti, quello che sorprende è l’approccio che ognuno dedica ai clienti, o presunti tali. Non si tratta solo di preparazione e conoscenza del tema ma anche di passione e reale convinzione di ciò che si sta facendo. Queste poche righe racchiudono già due KPI fondamentali per un’azienda che vuole avere successo nel mondo del retail: formazione e dedizione.

Secondo vari studi, tra cui quello del Center for American Progress, uno degli aspetti che può abilitare l’azienda verso un più roseo orizzonte di business è il turnover. Si tratta dell’ago di una bilancia davvero sensibile che, oscillando, può causare seri problemi alla continuità della produzione e dell’ottimizzazione dell’offerta nel punto vendita. I motivi? lo stesso CAP, qualche anno fa, evidenziava che un eccessivo turnover destabilizza la quasi totalità dei reparti aziendali. È ciò che in gergo viene definito come “turnover patologico”, un evento che sia ha quando il rigiro del personale è legato a scelte sbagliate ai livelli alti della società, con diretta correlazione alle risorse umane.

Ciò che sta avvenendo in un mercato globale, come quello statunitense, può rappresentare una traccia decisiva anche per l’Europa, Italia compresa. Colossi come Walmart e Starbucks hanno cominciato a intendere il turnover come “opportunità”, non solo per il datore di lavoro per lo stesso dipendente. In che modo? È stato notato che l’utilizzo ragionato di personale stagionale porta spesso a benefici evidenti sia per il business che per l’affidabilità e la professionalità delle persone. Il punto di partenza è stato aumentare i salari per i nuovi posti di lavoro, un motivo in più per attrarre talenti e assicurarsi, nel contempo, un esborso economico in linea con le attese sul breve periodo.

Su larga scala, c’è da considerare anche il prezzo di un dipendente che va via entro pochi mesi dall’inizio. Sempre negli USA, la media del compenso annuo di un impiegato nel settore retail è di circa 21.000 dollari; il prezzo da pagare per un rimpiazzo si aggira intorno al 16% dello stipendio su 12 mesi. Facile trarre la conclusione che un singolo individuo, che abbandona la nave prima del tempo, costa sui 3.200 dollari, una cifra che potrebbe restare in casa se, alla base economica, si aggiungessero piccole cifre ma consistenti, anche 100 dollari.

Turnover, engadgement e gamification sono solo alcune delle leve da azionare per assicurarsi un miglior apporto della forza lavoro, senza alzare criticamente i costi. Quello che per la compagnia è quasi solo un dettaglio, per il lavoratore può diventare un motivo in più per restare, risolvendo così a priori un fuggi-fuggi che per molti sta diventando un serio problema.

Gabriele Indrieri
Solution Sales Expert

 

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