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La trasformazione digitale e il ruolo del CIO

15, Ottobre, 2016 di Paola Polini

L’innovazione riguarda in particolare: processi, prodotti e servizi. Questo viaggio verso la trasformazione digitale permette alle aziende di esplorare nuove frontiere creando nuovi modelli di business. Infatti questo cambiamento è per sua stessa natura trasversale: per quanto possa risultare difficilmente comprensibile in prima battuta ai meno abituati a questo genere di novità, esso offre opportunità irripetibili per conquistare nuove fette di mercato, fidelizzare il cliente e ridurre i costi.

È importante comprendere che la Trasformazione Digitale genera valore per qualunque tipo d’impresa: dalla piccola bottega artigiana alla media impresa manifatturiera, fino alle grandi realtà. La transizione da società “analogica” a “digitale” è in corso da diverso tempo in tutta Europa ed anche in Italia, con alcune aziende pioniere e altre ancor reticenti. Lo scrittore ed autore americano William Gibson dice “il futuro è già qui, è solo mal distribuito”.

Chi può aiutare l’azienda in questo viaggio? È fondamentale che l’azienda valorizzi e sfrutti le sue persone chiave con competenza digitale. Il ruolo del CIO, Chief Information Officer, in questo percorso è fondamentale come esperto di tecnologia, di processi aziendali e conoscenza del livello capacitivo dell’adeguamento al cambiamento dell’azienda ed ecosistema che in cui essa è inserita.

Esiste la nuova tendenza di non coinvolgere il reparto IT in queste decisioni, non considerandolo come servizio strategico per l’azienda e trascurando in questo modo il maggior sponsor interno, unico ente in azienda capace di garantire l’evoluzione nel tempo verso la digitalizzazione. L’IT in collaborazione con l’HR può garantire l’evoluzione delle capacità del capitale umano (tanto gli impiegati quanto i dirigenti) e il saper utilizzare con efficacia le nuove tecnologie.

Qui il nostro Paese soffre forti difficoltà, non dovute né a limiti tecnologici né nelle capacità d’investimento ma piuttosto nella sempre più palesata barriera culturale. Corsi di formazione, l’adozione di strumenti digitali – e dunque il cosiddetto learning-by-doing – nonché la curiosità e la volontà di mettersi alla prova, sia come individui che come imprese, sono le chiavi per rimanere competitivi in un mondo in trasformazione.

Paola Polini
Presales Manager

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