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Come disegnare la Digital Transformation in azienda

11, Novembre, 2016 di Andrea Martignoni

Il design thinking può abilitare strategie di rinnovamento che premiamo il business. L’esempio è nella ricerca della semplificazione di Apple.

La tecnologia digitale ha trasformato il business in tutte le sue sfaccettature. Attualmente, quasi tutto ciò che facciamo, dentro e fuori l’ufficio, si svolge in maniera diversa da quella di 10 anni fa. Pensiamo a come i dipendenti collaborano, ai modi in cui possiamo ottenere vantaggi competitivi, stando dall’altra parte del mondo o alla riduzione dei tempi necessari per fruire di prodotti e servizi dislocati altrove, insomma, in un ecosistema che ha dimenticato o meglio, eliminato, i limiti spazio-temporali, aziende e consumatori si ritrovano in un rapporto di scambio informativo continuato, spesso sincrono e duraturo.

Questo vuol dire, molto più che in passato, soddisfare le esigenze di un pubblico eterogeneo, che ha imparato a dettare le regole di un mercato che basa molte delle sue strategie sul “touch and feel” delle persone. Pensiamo ai gruppi di interesse, ai cluster di utenti, ai beta tester che forniscono un’opinione fondamentale per il buon prosieguo di un progetto. Laddove il marketing operava con i consumatori finali solo al termine della lavorazione di un bene, oggi l’evoluzione strutturale di un articolo, tangibile o virtuale, avviene di concerto, inserendo le persone all’interno del flusso realizzativo.

Tutto ciò sottende l’avanzare di modelli concettuali differenti, che sappiano anticipare, risolvere e verificare tutte le soluzioni possibili applicabili a un prodotto, per valutarne la declinazione migliore. Stiamo parlando del design thinking, uno schema manageriale che consente di affrontare problemi complessi con esisti incerti, dai quali dipendono evidenti rischi decisionali.

Da più parti il design thinking viene considerata una leva fondamentale per l’avvio di un percorso di digital transformation in azienda. Applicando gli strumenti tipici del pensiero strategico, come il riassetto delle risorse umane, la nascita di startup, le operazioni di acquisizioni e spin-off, la compagnia può imparare molto di più dai propri clienti, avvicinandoli e interagendo direttamente con loro. Una volta aperto questo canale preferenziale, diviene semplice fare previsioni accurate sui bisogni del pubblico, studiare le curve di crescita e le possibilità di rendita o insuccesso di un progetto.

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È chiaro che digital transformation e design thinking sono due concetti strettamente connessi, spesso interdipendenti. Il compito di “progettare” la trasformazione digitale non è certo facile. Si comincia con il considerare in quale punto il core business, la tecnologia e i valori etici di un brand si intrecciano per creare innovazione. Lì c’è il cuore pulsante dell’impresa, quello che contiene il nucleo da esportare in tutte le divisioni e reparti.

Un esempio dirompente di un’applicazione del genere è quello fornito da Apple nel suo processo di  mutamento da marchio specializzato nella costruzione e vendita di computer a multinazionale hi-tech a 360 gradi. La parola chiave, che ha guidato il design thinking della Mela, è stata “semplificazione”. Solo riducendo la complessità di un dispositivo si poteva permettere alle persone, con gradi di scolarizzazione e provenienza differenti, di “amarlo” e integrarlo nelle proprie vite, perché considerato utile. Nella creazione del Mac, ad esempio, è risultato vincente il volersi affidare prima ai desideri dei clienti e solo dopo alla tecnologia da usare. Il pensiero creativo che ha guidato tecnici e ingegneri è dunque partito dal basso, per poi confrontarsi con i sistemi hardware e software a disposizione.

Il caso Apple dimostra che la semplificazione e l’umanizzazione possono rappresentare punti di snodo importanti nel ripensamento generale dei cardini che sostengono un’azienda. Non a caso, ripassando la storia del big di Cupertino, si capisce come non sempre la tecnologia abbia giocato un ruolo di prim’ordine nei programmi di rinnovamento. Quando Steve Jobs ha presentato il primo iPhone non ha parlato del suo processore, della quantità di RAM o dei materiali di costruzione ma della facilità con cui ognuno poteva navigare l’interfaccia e i menu. Cambiare il passo del proprio business spesso vuol dire tornare alle origini, giungendo a sviluppare soluzioni che siano funzionali ma anche semplici, flessibili e versatili. La digital transformation è anche questo.

 

Andrea Martignoni
Presales Senior Specialist

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