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Smart Factory + Smart Engineering? Come sfruttare il valore di Industry 4.0

16, Dicembre, 2016 di Alberto Erisimo

Quando si parla di Industry 4.0 e, in generale, di digital transformation in ambito manufacturing, si pone l’accento solitamente sulla connessione di macchine intelligenti, o “cyber-physical system”, finendo per concentrarsi sui processi prettamente produttivi. Gli scenari che più frequentemente sono citati riguardano la connessione tra i sistemi gestionali, il cosiddetto “top-floor”, con i sistemi di campo, o “shop-floor”, oppure la possibilità di ottenere un migliore ritorno di investimenti su asset produttivi complessi mediante predictive maintenance.

Spesso si parte dal presupposto che il “cosa” produrre – ed il “come” – siano proprietà statiche definite a priori e invarianti. In altre parole, si considerano come statiche, rispetto ai processi produttivi, alcune entità basilari come le distinte di produzione – Manufacturing BOM – ed i cicli di produzione, insieme ad altre come work instruction e specifiche di qualità. In questo modo però, si rischia di perdere buona parte dei benefici e del valore atteso per l’azienda da una iniziativa come Industry 4.0: come è possibile ridurre il time-to-market e offrire beni e servizi personalizzati per il consumatore se i prodotti stessi sono considerati come entità statiche?

Diventa quindi fondamentale un approccio a Industry 4.0 che integri anche la aree di competenza tipiche della ricerca e sviluppo. Vale a dire, in altre parole, completare con un processo di Smart Engineering una Smart Factory. In questo modo si realizza non solo l’integrazione Machine-To-Machine, anche gli stessi prodotti risultano “connessi” in tutto il loro ciclo di vita, come illustrato nello schema sottostante.

Industry 4.0, Smart Factory, Smart Engineering

Un primo passo per abbattere le barriere mondo Engineering e Manufacturing è facilitare il processo di trasformazione e comunicazione che spesso è eseguito su sistemi diversi, in modo manuale e non adeguatamente supportato. L’idea è di fornire uno strumento che, in modo visuale, permetta di passare da strutture Engineering, spesso costruite con criteri funzionali, a viste di tipo Manufacturing che tipicamente devono privilegiare un approccio orientato all’assemblaggio. Il tutto con semplici operazioni “drag&drop” e avendo la possibilità di consultare i dati gestionali dei prodotti e generare le strutture di produzione (BOM – Routing) in automatico. Sempre con gli stessi strumenti, sarà possibile generare un modello virtualizzato del prodotto, che permetta di simulare e anticipare le problematiche produttive. Inoltre, si potranno creare delle digital work instruction che serviranno come specifiche per gli operatori di produzione.

In questo modo è possibile ottenere i seguenti benefici:

  • ridurre dei tempi per la messa in produzione a pieno regime (time-to-volume) e, in definitiva, del time-to-market costi di progettazione
  • riduzione dei tempi e degli errori per codificare i dati anagrafici a supporto della produzione

E’ altrettanto interessante, e ricca di benefici potenziali, anche la freccia opposta di integrazione fra Engineering e Manufacturing: acquisire ed analizzare i dati reali sulla produzione e, soprattutto, l’esercizio presso i clienti degli apparati prodotti è uno dei fattori abilitanti di azioni di Continuous Improvement. Tratterò di questo tema in uno dei prossimi post.

Guarda un’introduzione al tema “handover to manufacturing per avere un’idea degli strumenti a disposizione e contattami per discuterne insieme.

 

Alberto Erisimo
Presales Expert

Industry 4.0, Smart Factory, Smart Engineering

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