Soccer team in a huddle

Digital Journey per le aziende: cominciamo a parlarne…

10, Aprile, 2017 di Fausto Casartelli

Quando i colleghi mi hanno proposto di scrivere un articolo sugli effetti del Digital Journey nelle aziende italiane, mi sono tornati alla mente i “Sedici Semplici Suggerimenti” di Beppe Severgnini nel suo “L’italiano. Lezioni semiserie” © circa l’uso della parola scritta. I primi quattro sono stati il mantra con cui ho tormentato i figli in età scolare:

  1. Avere qualcosa da dire
  2. Dirlo
  3. Dirlo brevemente
  4. Non ridirlo. Se mai, rileggerlo

(non mi dilungo sugli altri dodici punti, anche se li condivido tutti, ma vi invito a leggere il libro).

Partendo dal punto 1 e riflettendo sui miei anni come imprenditore e come manager, mi sono accorto di avere davvero qualche cosa da dire, con l’intento di essere utile a chi sta compiendo oggi questo viaggio. Negli anni ’90, i temi fondamentali erano l’automazione industriale, la gestione della fabbrica e la qualità del prodotto: rivedendo oggi i principali blog in tema di Industry 4.0, i temi sono ancora gli stessi. La prima domanda alla quale mi propongo, senza alcuna pretesa, di dare risposta è: che cosa è cambiato? Perché una parte di quelle aziende, dove andavo a presentare le mie idee con una lavagna luminosa e fogli di carta da lucido, oggi producono e vendono in tutto il mondo mentre altre sono sparite?

Sempre senza presunzione, mi piacerebbe portare un contributo personale a questi due temi, cercando di coniugare le esperienze sul campo con le riflessioni e i comportamenti assunti da molti manager di aziende medio-piccole italiane, che hanno interpretato e continuano a sviluppare il tema innovazione, che quindi in modo concreto rispondono alle domande appena poste. I temi che vorrei affrontare, prendendo spunto da esperienze del passato e dalla disponibilità di nuove tecnologie, sono:

  1. In generale cosa sta cambiando?
  2. In fabbrica quale è il nuovo concetto di “efficienza produttiva”?
  3. La raccolta dati è davvero un fattore differenziante, se si perché?
  4. La qualità del prodotto quanto vale?
  5. Posso migliorare il mio modello di business con la Digital Transformation?
  6. La richiesta di un prodotto sempre più personalizzato come si coniuga con la standardizzazione e l’efficienza produttiva?
  7. Raccogliere il punto di vista del Cliente per il miglioramento dei prodotti e dei processi interni alle Aziende
  8. Come posso diversificare le proposte ai Clienti in funzione di fattori “esterni” all’Azienda?
  9. Quali benefici portano la fabbrica digitale e la realtà aumentata?

I temi sono molto ampi e richiederebbero lunghe dissertazioni. Mi limiterò a raccontare cose concrete e piccoli sogni, con la speranza di trovare delle persone interessate che magari vogliano condividere con noi un percorso di idee.

Mi piace definirmi oggi una persona “di esperienza”, inserito in un’azienda e in un contesto molto dinamico, circondato molto spesso da colleghi giovani che, con la loro voglia di stupirsi e stupire, daranno un senso compiuto al processo di trasformazione oggi in atto. Se avrete la pazienza di continuare a leggermi prometto di raccontarvelo, rispettando i “Sedici Semplici Suggerimenti”, con l’eccezione del numero 8: Beppe Severgnini mi perdoni, ma “Sistema di Gestione delle Relazioni Commerciali con il Cliente” al posto di “Customer Relationship Management”, proprio non si può vedere.

 

Fausto Casartelli
Direttore Innovazione e Prevendita
DERGA CONSULTING

Tags: