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Il ruolo del MPS nella pianificazione della produzione

26, Luglio, 2017 di Luca Tazzari

La pianificazione della produzione è un processo ovviamente molto articolato. Se l’obiettivo finale è concettualmente semplice – garantire che venga prodotto solo ciò che serve, nelle quantità e nei tempi opportuni e al costo minore possibile – arrivarci è tutt’altro che banale. Di solito per semplificare un problema complesso si usa scomporlo in altri più limitati: la strategia vale anche in questo caso, infatti la pianificazione della produzione viene spesso suddivisa in una gerarchia di fasi con orizzonti temporali diversi.

In questa scomposizione, la programmazione principale della produzione è la fase che ha un orizzonte temporale medio (da 6 a 12 mesi) e che si concretizza nel Piano Principale della Produzione, per gli anglosassoni MPS (Master Production Schedule). Esso parte da un esame molto dettagliato del profilo della domanda e arriva a definire i tipi di prodotto da realizzare e la loro distribuzione nel tempo, proprio per seguire le richieste dei clienti. Il MPS quindi definisce il carico di lavoro che nel tempo si richiederà ai reparti di produzione e, conseguentemente, il piano degli approvvigionamenti di componenti e materie prime necessari per soddisfarli. Il MPS non deriva però solo dall’analisi e dalle previsioni dell’andamento della domanda del mercato. Proprio perché arriva a definire le alternanze di produzione e anche l’entità dei lotti, con l’obiettivo di saturare le capacità produttive, non può essere definito senza una analisi preventiva della disponibilità effettiva di tali capacità.

In estrema sintesi e semplificando, il MPS ha in un certo senso un “ruolo” intermedio tra la parte di demand planning e quella di requirements planning. Nella definizione dei livelli di produzione ottimali parte dalla previsione della domanda, dalla quantità di ordini già in essere e dalla valutazione delle scorte di sicurezza, ma non può essere deliberato se non attraverso un confronto con la realtà delle risorse disponibili. Quando questo confronto viene superato, il MPS “autorizzato” garantisce il verificarsi di tre condizioni ideali per la gestione della produzione: si ha un livello di servizio adeguato a soddisfare la domanda; materiali, manodopera e attrezzature sono impiegati efficacemente; gli investimenti in scorte sono allineati alla strategia aziendale.

 

Luca Tazzari
Horsa S.p.A.

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