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Il machine learning al servizio della selezione del personale

2, Ottobre, 2017 di Margherita Scalfi

Social media in azienda

Intelligenza artificiale e machine learning sono tra i temi più caldi del momento: le loro applicazioni pratiche sono virtualmente infinite e porteranno molti vantaggi alle imprese. Certo non tutti vedono questa evoluzione in maniera positiva, ma è una reazione comprensibile. In questa fase la paura che l’intelligenza artificiale possa eliminare posti di lavoro è più forte della comprensione dei suoi benefici, perché questi non sono sotto gli occhi di tutti.

Il giudizio sul valore dell’AI e del machine learning cambierà rapidamente. Basterà solo toccare con mano come queste tecnologie da un lato ci toglieranno i compiti ripetitivi e noiosi, che prendono tempo a quelli più creativi e a valore aggiunto, e dall’altro porteranno una maggiore “coerenza” in processi che non devono dipendere da opinioni o inclinazioni personali.

Un esempio particolarmente calzante lo si ha nel campo della selezione del personale. La scelta dei candidati più idonei è un compito allo stesso tempo ripetitivo e critico. Ripetitivo perché richiede di esaminare centinaia o migliaia di curriculum, critico perché serve a selezionare le risorse migliori per far crescere l’azienda.

recruiting

SAP ha sviluppato un tool di machine learning – SAP Resume Matching – che adotta per le sue stesse procedure di selezione dei candidati e che sarà disponibile anche ai clienti. Il tool esamina rapidamente, molto più di quanto potrebbe fare un operatore umano, migliaia di curriculum identificando automaticamente le competenze e le esperienze principali, confrontandole con quelle richieste dalle posizioni aperte. In questo modo i recruiter interni arrivano rapidamente a quei candidati che meritano un esame più approfondito.

Ma non è la velocità il solo vantaggio del nuovo tool. Il machine learning esamina in maniera neutra i curriculum, senza farsi influenzare da espressioni particolari o da altri elementi che in selezionatori umani potrebbero invece generare un pregiudizio, anche se inconscio. Conseguenza positiva di questa analisi oggettiva è la possibilità di arrivare a una forza lavoro ottimale ma anche eterogenea e inclusiva. Con molti benefici sulla qualità dell’ambiente di lavoro.

 

Margherita Scalfi
Presales Specialist

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