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Il negozio senza addetti è il futuro. Ma per chi?

11, Ottobre, 2017 di David Fortunato

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Molti clienti di supermercati già sperimentano la spesa fai-da-te. Scelgono i prodotti, usano un lettore di codici a barre per identificarli e pagano con terminali POS. Meglio che fare la coda in cassa, ma molti retailer stanno già lavorando al passo successivo. Il futuro dello shopping fisico è il negozio automatizzato e senza addetti.

Amazon ha creato un suo grande punto vendita fisico con un sistema – Amazon Go – che elimina del tutto casse, personale e codici a barre. Il cliente si identifica all’ingresso del negozio con un’app, prende dagli scaffali i prodotti e infine, banalmente, esce dal negozio. A quel punto la spesa viene automaticamente addebitata sul suo conto Amazon.

L’intelligenza per gestire vendita e checkout è distribuita nel negozio stesso. Sensori rilevano cosa viene tolto dagli scaffali, lo smartphone del cliente lo identifica per prossimità e funzioni di riconoscimento visivo aiutano a rilevare sia i prodotti scelti, sia le persone. Ma il sistema richiede ancora qualche miglioria: non funziona bene se il negozio è troppo affollato e se i clienti sono troppo veloci nel prendere i prodotti o nell’uscire dal negozio.

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Ma l’approccio è giusto e funziona senza problemi in ambienti più piccoli. Ad esempio i BingoBox di WeChat, piccoli punti vendita cinesi automatizzati con le stesse tecnologie di Amazon Go. Ci si identifica con un’app e i prodotti scelti sono rilevati da telecamere e sensori. Altri progetti simili sono portati avanti sempre in Cina e anche in Svezia. In questi casi le piccole dimensioni e non avere mai più di un paio di clienti rende le operazioni di identificazione dei prodotti e delle persone molto più semplici, come anche il fatto che l’accesso è più controllato: il negozio è fisicamente chiuso fino a quando non lo si sblocca, identificandosi.

Ma a chi servono i negozi senza addetti? Viene da pensare che nascano per ridurre i costi di personale delle grandi catene, ma non c’è solo questo. Negozi come BingoBox hanno un modello di business sostenibile anche nei piccoli centri che di norma non avrebbero mai un supermercato. E possono essere l’evoluzione dei piccoli punti vendita a gestione familiare, che anch’essi sono ormai poco sostenibili economicamente fuori dalle zone di grande traffico. Paradossalmente, quindi, le nuove tecnologie aiuteranno anche le piccole realtà che pensavamo svantaggiate dal retail “digitalizzato”.

 

David Fortunato
Presales Specialist, CEC Presales (Italy)

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