Digital Transformation

La Digital Transformation: dal dire al progettare

Quando si parla di Digital Transformation applicata alle aziende il primo concetto da tenere a mente è che non si tratta della semplice adozione di nuove tecnologie da selezionare e implementare per semplificare i processi e ridurre gli errori. In ballo c’è molto di più e per coglierne ogni aspetto va – prima di tutto – modificato il proprio atteggiamento mentale, affinché il focus sia sulla vera trasformazione, ossia sull’opportunità reale di reinventare il proprio business model.

Le aziende leader che lo hanno fatto hanno scelto di concentrarsi sulle tecnologie che fanno del Customer Engagement, o del CRM 4.0, la porta d’ingresso da varcare per percorrere con successo la strada della digitalizzazione. Quest’ultima non passa solo da intelligenza artificiale, machine learning e IoT, ma anche dalle giuste competenze digitali che le aziende interessate a realizzare una vera trasformazione scelgono di mettersi (e mantenere) in casa in ottica talent-driven.

A portare maggiore efficienza, migliore operatività e riduzione dei costi concorrono, poi, anche le modalità di erogazione dei servizi connesse alle nuove tecnologie. La digitalizzazione che impatta (ottimizzandoli) sui processi operativi e sui modelli di business, trasformando prodotti e servizi, finisce per rendere il lavoro indipendente dai limiti fisici ridefinendo i confini aziendali e con essi le logiche dell’IT-as-a-Service e del pay-per-use inaugurate prima dalla virtualizzazione, poi dal cloud.

E se l’innovazione digitale è prima di tutto una questione di vision, il tema – per tutti e in tutti i settori – rimane la capacità di bilanciare gli investimenti tecnologici per finanziare una migliore efficienza del business.
Non è l’obiettivo solo delle aziende del manifatturiero: dalle istituzioni governative agli enti che operano nella sanità passando dalle utility che erogano servizi di base ai cittadini, fino alle attività che attengono alla sfera personale e privata della vita quotidiana di ciascuno di noi, la trasformazione digitale non lascia immune nessuno.

I 6 pilastri della Digital Transformation dunque sono:

  1. L’automazione – portata dalle tecnologie già note e in uso, oggi tocca circa la metà della forza lavoro mondiale. Tra le attività a elevato potenziale di automazione rientrano la raccolta ed elaborazione dati, l’esecuzione di attività fisiche manuali “prevedibili” che beneficeranno sempre più ampiamente di sistemi cognitivi, AI, la sensoristica, le chatbot e le capacità sociali ed emotive.
  2. L’informatizzazione – intesa come evoluzione dell’hardware e del software, capace di portare nuova intelligenza nel governo dei processi.
  3. La dematerializzazione – prevede la conversione di qualunque documento cartaceo in un adeguato formato digitale, innescando il circolo virtuoso dell’informazione e inaugurando nuove logiche di integrazione e condivisione.
  4. La virtualizzazione – porta la possibilità di astrarre il software dall’hardware sottostante, rendendo le risorse fisiche gestibili da un unico cruscotto centralizzato.
  5. Il cloud computing – ha introdotto il concetto di disponibilità on demand per l’erogazione di risorse quali l’archiviazione, l’elaborazione e la trasmissione dei dati. Inaugurando di fatto l’era dell’as-a-Service e del pay-per-use.
  6. Il mobile – elemento che ha incrementato la produttività individuale in tutte le applicazioni, slegandola dalla presenza in ufficio.

Var Group, società a capo di un network articolato di realtà in grado di integrare soluzioni e servizi IT con le tecnologie più evolute, affianca aziende di qualsiasi dimensione e settore di attività con un’offerta completa nell’area della digitalizzazione. Per accompagnarle lungo il loro percorso di evoluzione, mette a disposizione competenze ed esperienze in vari settori chiave (Customer Experience, Mobile&Business app, eCommerce, social media), integrando le competenze di analisi di tutti i tipi di informazioni che provengono dal web.

Antonella Mele,
BMS S.p.A.