Un’experience che non si nega ai dipendenti

 

Il paradigma della centralità del cliente è entrato da tempo nella comune terminologia del business, focalizzandosi sempre più sul tema dell’esperienza – intesa come percorso di conoscenza e relazione sempre più consolidata con un’azienda ed i suoi prodotti o servizi, e sempre più decisiva per orientare le scelte di acquisto e la preferenza verso i marchi. Parallelamente si afferma un orientamento analogo per quanto riguarda chi lavora all’interno delle aziende, i dipendenti. Le aziende più innovative, decise ad attirare e trattenere i talenti migliori, non limitano la loro offerta alle condizioni contrattuali, ma organizzano campagne di employer branding intorno ai valori aziendali, con l’obiettivo di coinvolgere i propri dipendenti ed i propri candidati in un pattern di valori condivisi. L’esperienza del dipendente non si limita alla qualità del design negli uffici o alla disponibilità di palestra ed altre commodities: occorre offrire una Employee Experience appagante quando si tratta di interagire con le applicazioni aziendali e fruire di tutti i servizi che l’organizzazione, ed in particolare le Risorse Umane, mettono a disposizione dei propri dipendenti.

E’ così che dal punto di vista della tecnologia nasce la l’Empoli Digital Workplace, con il quale si fornisce ai dipendenti un’esperienza efficace e di valore all’interno della propria organizzazione, navigando tutti i servizi da essa forniti – dal timesheet alla nota spese, dalla intranet ai social, in relazione all’utilizzo in ufficio e in mobilità. Se lavorare sulla Customer Experience ha l’obiettivo di aumentare le vendite e migliorare la relazione con i clienti a lungo termine, occuparsi di Employee Experience nasce dall’esigenza di stimolare la creatività dei dipendenti, aumentarne il confort nella relazione con l’azienda e quindi la produttività indotta, svilupparne aspetti di partecipazione e proattività, consentire loro – in ultima analisi – di esprimere il proprio talento.

Pertanto, se questa è la realtà del rapporto delle imprese di oggi con le persone che in esse lavorano, i tradizionali sistemi di gestione delle risorse umane sono costretti ad evolvere verso un’architettura che assicuri un’esperienza ottimale, quindi digitale, integrata, semplice ed immediata, affascinante – andando a fruire dell’offerta di servizi e funzionalità in modo analogo a quei clienti che navigano un sito consumer andando a verificare tutte le offerte e le possibilità di acquisto. La funzione che all’interno dell’azienda si occupa maggiormente di questi sistemi, su impulso della direzione aziendale e della funzione HR, è principalmente l’IT. Se si guarda alle priorità in questo campo, rilevate da un’indagine del Digital Workplace Group, l’importanza maggiore è quella della dimensione della collaboration e del social aziendale, la capacità di questi sistemi di suscitare e governare un cambiamento culturale all’interno delle organizzazioni, di creare legami tra i dipendenti, la facilità di ottenere informazioni mediante le funzioni di ricerca all’interno della knowledge base aziendale, la disponibilità dei servizi per chi si trova in mobilità.

La gestione della Employee Experience attraverso Digital Workplace aziendali è un tema relativamente recente, ma sta acquistando sempre di più rilevanza centrale nelle organizzazioni. È un percorso che non si limita ai dipendenti all’interno del perimetro aziendale, ma si estende all’ecosistema delle risorse umane, dai candidati agli interinali, dalle reti di vendita esterne alle terze parti responsabili di gestire alcuni servizi. Lungo tutta la filiera HR, quindi, l’Employee Digital Workplace è protagonista di un’evoluzione che va nella direzione del networking professionale interno, della sinergia non codificata tra persone ed entità dell’organizzazione, del lavoro dinamico in mobilità, dell’accesso immediato ad informazioni rilevanti per la propria vita professionale e non solo.

Vincenzo De Giovanni – Executive Director
Allos