Working with data: segnali verso la DX Platform

Il ruolo dei dati nella prospettiva “DX Platform”

Tra le previsioni 2018 globali IDC sull’evoluzione della Digital Transformation (DX), spicca l’affermazione del concetto di “platform strategy”. Un’ampia visione di business che si accompagna con la capacità di sviluppare nuove foundation architetturali, capaci di abilitare sinergicamente l’innovazione digitale (prodotti, servizi, esperienze verso mercati ed ecosistema) con la trasformazione IT interna verso un nuovo “intelligent core”. E’ la “DX Platform”.

Secondo IDC, entro il 2020 il 60% delle aziende a livello globale avrà delineato questa visione e si troverà in fase di implementazione di questa strategia per competere nella digital economy.

I paradigmi a cui più comunemente si associa questo concetto sono quelli della data-driven economy, della data monetization e della real-time enterprise. In termini teorici, se mettiamo al centro la prospettiva dei dati, stiamo immaginando un’organizzazione incentrata sulla valorizzazione – in un’ampia sfera di processi operativi e decisionali – di informazioni associate a transazioni, interazioni tra persone, asset e sensori intelligenti, in forma strutturata e non, provenienti da una molteplicità di fonti interne ed esterne all’organizzazione, gestite da dispositivi e sistemi anch’essi eterogenei.

L’innovazione data-driven: spunti dalla IDC Survey 2018 sui Digital Leaders in Italia

Tralasciando per esigenze di semplificazione le ricadute su data integration, data quality, competenze, proviamo a soffermarci un attimo sugli orientamenti che stiamo osservando in Italia rispetto a intensità e tipologia di dati che vengono valorizzati nei diversi approcci all’innovazione. Per farlo, prendiamo alcuni dei tratti salienti di un’indagine condotta da IDC a inizio 2018 su 600 aziende in Italia, che ha raccolto il contributo di figure cross-funzionali (digital leaders) coinvolte nelle strategie di innovazione.

Esistono innanzitutto diversi approcci all’innovazione: le imprese italiane si distribuiscono tra realtà che puntano a iniziative disruptive a forte impatto sul modello di business (10%) e – all’altro estremo – organizzazioni che procedono con interventi mirati a limitato impatto sul modello aziendale (48%).

E’ interessante osservare come questi due opposti segmenti si correlino a loro volta a diverse intensità con cui dati di varia natura vengono raccolti, analizzati e soprattutto valorizzati sistematicamente nei processi aziendali.

Se per esempio l’analisi di dati relativi alle interazioni con i clienti/utenti appare ormai una pratica consolidata nelle pratiche di entrambi i gruppi di rispondenti, in altri ambiti l’analisi evidenzia un salto di ampiezza e profondità che caratterizza le aziende “disruptive”.

I risultati della survey mostrano un delta significativo tracciato dalle aziende con approccio disruptive rispetto a tre paradigmi che contribuiscono a disegnare la “data variety” e le strategie data-driven:

  • IoT: il 56% dei disruptor valorizza sistematicamente dati da asset e processi connessi, contro il 39% delle aziende con approccio mirato all’innovazione del business model
  • Intelligent ERP: osservabile tramite la valorizzazione di dati transazionali (rispettivamente 47% verso 30%)
  • Mobility: valorizzazione di dati provenienti da dispositivi mobili (rispettivamente 24% verso 10%)

A questi si aggiunge, seppur con frequenza minore, un maggior ricorso dei disruptor a dati da processi “customer-facing /web” piuttosto che di tipo “geospaziale” rispetto al secondo gruppo di aziende.

La (breve o lunga) strada verso la DX Platform

Se a queste evidenze si associa anche una spiccata propensione, da parte del gruppo di aziende con approccio disruptive, all’utilizzo di tecnologie molto innovative quali machine learning/intelligenza artificiale, robotica, IoT, realtà aumentata ecc. (percentuale doppia rispetto all’altro gruppo di aziende), è possibile nel complesso intravedere una direzione di marcia a cui le aziende più dinamiche si stanno ispirando, ovvero la roadmap verso la “DX Platform”.

Diventano quindi a nostro avviso rilevanti alcuni aspetti su cui le aziende più mature dovranno presto misurarsi e che in un orizzonte di medio periodo contamineranno il resto del mercato:

  • il cambiamento dei processi interni (di data analysis, visibility, monitoring, governance e management, decision) alla luce delle forti componenti di automation e real time;
  • lo spostamento del valore su nuovi KPI per la misurazione delle performance nella digital economy;
  • il rapporto più profondo che la “human intelligence” dovrà stringere con tecnologie fortemente disruptive.

Scarica una nuova indagine di IDC condotta nei primi mesi del 2018 su 600 “Digital Leader” di grandi imprese in Italia.

 

 

 

Fabio Rizzotto,
Associate VP & Head of Local Research and Consulting, IDC Italy