Il vantaggio della preparazione: resilienza nelle catene di fornitura, nei processi finance e nell’intelligenza artificiale

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Oggi il concetto di resilienza è diventato più di una semplice teoria, è motivo di preoccupazione per i consigli di amministrazione ed è diventato anche una questione per i bilanci delle aziende. Il dibattito è infatti passato dal chiedersi “Come dimostriamo di essere un’organizzazione responsabile?” a un quesito più urgente: “Come possiamo quantificare e contabilizzare con precisione i costi legati al clima a livello di prodotto, invece di lasciarli passare inosservati senza intercettarli?”

I leader più attenti non sono solo coloro che fanno promesse generiche, seppur ambiziose, ma quelli che integrano la resilienza nel cuore delle loro attività, lungo le catene di fornitura, nei processi finanziari e con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Questi sono i tre driver che permettono alla sostenibilità di avere un ROI:

  1. 1. Catene di fornitura, dove la resilienza viene messa subito alla prova

Le catene di fornitura sono il luogo in cui la realtà operativa delle interruzioni si manifesta concretamente. I cambiamenti di rotta delle spedizioni, le modifiche delle scadenze e l’aumento dei costi delle materie prime si riflettono sui bilanci sotto forma di premi assicurativi, tempi di inattività e flussi di cassa.

Le aziende ne stanno già avvertendo gli effetti: più della metà delle imprese intervistate da Morgan Stanley  ha subito impatti climatici sulle proprie attività nell’ultimo anno, tra cui aumento dei costi, disservizi per i lavoratori e perdite di fatturato. BCG stima che le interruzioni della catena di approvvigionamento legate al clima costino già alle aziende una media di 182 milioni di dollari all’anno.

Questi shock non sono astratti. Quando nel 2022 la siccità ha ridotto il corso del fiume Reno, la capacità di trasporto si è dimezzata, costringendo le imprese a costose deviazioni. L’agroindustria statunitense ha dovuto affrontare interruzioni simili quando il livello del fiume Mississippi si è abbassato tra il 2022 e il 2023, ritardando le esportazioni e facendo lievitare i costi logistici.

Con l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici che salgono in cima alle priorità aziendali, l’agenda dei COO sta cambiando. Ecco la mia opinione sui passaggi chiave che liberano il vero valore della sostenibilità per il business:

  • Ottenere piena visibilità. Investire in strumenti che aumentino la tracciabilità e la consapevolezza in tempo reale delle emissioni e delle risorse è fondamentale; questo consente di individuare le vulnerabilità, diversificare gli approvvigionamenti, rafforzare la trasparenza e prevenire i rischi.
  • Collegare le metriche di resilienza a risultati misurabili. La catena del valore è la fonte di valore misurabile della sostenibilità. Le metriche che vanno oltre la prevenzione delle perdite (ad esempio, riduzione dei premi assicurativi, maggiore agilità operativa, fiducia dei clienti) trasformano questa visibilità in insight azionabili. Nestlé, cliente SAP, ha rafforzato la propria resilienza con operazioni connesse in tempo reale lungo tutta la sua supply chain globale, con un ambiente cloud-first e analytics integrate.

Con soluzioni adeguate e metriche allineate ai risultati, i manager possono ottimizzare le catene del valore andando oltre la semplice efficienza: diversificando i fornitori in aree geografiche con maggiore esposizione alle interruzioni, creando ridondanza dove necessario, e garantendo vantaggi futuri.

La resilienza non è solo difensiva. Una supply chain che si adatta più rapidamente di quella dei concorrenti è un motore di crescita. Catene del valore e reti riprogettate trasformano la gestione del rischio in una fonte di ROI a lungo termine, e i dati sulla sostenibilità rappresentano una leva ancora poco esplorata.

  1. Finance, dove il rischio climatico diventa una voce di bilancio

Se le catene di fornitura sono il luogo in cui le vulnerabilità si manifestano a livello operativo, è l’ambito finance dove queste si traducono in impatti concreti e definitivi. Il CFO non può orientare l’azienda basandosi solo sui dati delle emissioni di carbonio, deve poter rispondere a domande come:

  • “Come integriamo i dati di sostenibilità negli stessi sistemi che gestiscono centri di profitto, centri di costo e bilanci?” Molte rendicontazioni si basano ancora su dati approssimativi, come le medie di settore, che possono comportare deviazioni anche del 30-40% rispetto ai valori reali. SAP Green Ledger offre insight dettagliati sulle emissioni di carbonio nei principali processi finanziari, consentendo alle organizzazioni di promuovere la decarbonizzazione e rendere operativa la sostenibilità su larga scala. Questo permette alle imprese di comprendere non solo la quantità di carbonio che emettono, ma anche come ciò influisce sull’esposizione al rischio e sui margini.
  • “Come misuriamo i progressi verso gli obiettivi di decarbonizzazione per rafforzare la nostra posizione nei mercati sensibili alle emissioni di carbonio?”. Le aziende che dispongono di dati di sostenibilità verificabili hanno un accesso preferenziale al capitale. Obbligazioni e prestiti sostenibili hanno superato 1,6 trilioni di dollari nel 2024, perchè le strategie di decarbonizzazione dimostrabili hanno spesso ridotto i costi di finanziamento.

Le organizzazioni che trattano i dati di sostenibilità come un asset finanziario, collegato a principi contabili verificabili, stanno trasformando la sostenibilità da un esercizio di conformità normativa a un motore di crescita. Chi lo riesce a fare correttamente sta già riducendo il costo del capitale e ottenendo risultati migliori rispetto ai concorrenti.

  1. L’intelligenza artificiale, l’acceleratore di resilienza

La combinazione intelligenza artificiale e sostenibilità rappresenta una classica equazione di ritorno sull’investimento. Una forma di ROI è dato da quanto si riesce a prevedere meglio il rischio fisico legato al clima, per poi prepararsi e rispondere con maggiore rapidità e agilità. Secondo McKinsey, l’intelligenza artificiale (in particolare quella generativa) potrebbe generare benefici economici da 2,6 a 4,4 trilioni di dollari all’anno, e fino a 6,1-7,9 trilioni di dollari se si considera l’impatto complessivo sulla produttività in tutti i settori.

Tuttavia, esiste un divario tra l’adozione dell’AI e le opportunità che ne derivano. Secondo Accenture, solo il 14% delle aziende oggi utilizza l’AI per ridurre le proprie emissioni di carbonio, ma il 65% ritiene che lo farà in futuro.

Le opportunità di adozione dell’intelligenza artificiale per incrementare il ROI e creare un vantaggio competitivo sono enormi:

Ottenere un ROI immediato attraverso automazione e precisione

L’intelligenza artificiale semplifica la gestione dei dati dei fornitori, automatizza la gestione dei permessi e riduce i costi di conformità. Le funzionalità delle soluzioni SAP, come la gestione dei permessi assistita dall’AI e l’elaborazione delle informazioni di conformità supportata dall’AI, migliorano la velocità e l’accuratezza dell’estrazione e dell’elaborazione delle informazioni, mentre la generazione di report ESG assistita dall’AI consente di rendicontare i progressi in pochi minuti. L’azienda Martur Fompak, presente nel settore automobilistico, ha utilizzato la business AI per ottenere una riduzione del 52% delle emissioni di carbonio legate ai trasporti e per calcolare l’impronta di carbonio oltre 50 volte più velocemente. Un altro esempio è dato da msg Global Solutions AG, la cui soluzione Greenwashing Detector sfrutta l’intelligenza artificiale generativa per convalidare i report e rilevare potenziali casi di greenwashing.

Sbloccare l’intelligenza per un ROI a lungo termine

Le aziende che fanno un passo ulteriore e integrano profondamente l’AI nei propri processi riescono a contestualizzare e integrare i dati di sostenibilità all’interno dei sistemi ERP a supporto delle decisioni su rischio, resilienza e opportunità. Strumenti come la convalida dei fornitori basata sull’AI, la mappatura dei fattori di emissione basata sull’intelligenza artificiale e l’analisi delle emissioni di carbonio assistita dall’intelligenza artificiale aiutano a identificare rischi e opportunità, consentendo di agire sulla sostenibilità in tutta l’organizzazione. Questo guida sia le operazioni quotidiane, come un approvvigionamento più intelligente, sia la strategia a lungo termine, come l’identificazione e la riduzione delle emissioni alla fonte.

Nei momenti di forte discontinuità, chi si muove per primo cattura il valore. L’intelligenza artificiale non è solo uno strumento di efficienza, ma un sistema di allerta proattivo che consente di individuare i rischi prima, agire più velocemente e ottimizzare al meglio.

Il rischio climatico non è solo una teoria. Si manifesta nelle catene di approvvigionamento, nelle operazioni e, sempre più spesso, nelle voci di bilancio. La resilienza non è più solo una salvaguardia, ma una fonte di crescita, efficienza e vantaggio competitivo.

Ulteriori informazioni sull’impegno di SAP per la sostenibilità sono disponibili qui.