Secondo una nuova ricerca di SAP e Wakefield, l’AI non sta rendendo irrilevanti i giovani talenti, ma accelera la rapidità con cui diventano produttivi, ridefinendo le fasi iniziali delle loro attività e le aspettative

Milano, 16 giugno 2026 – Da quando l’intelligenza artificiale generativa è entrata nel dibattito pubblico e nelle aziende, gran parte della conversazione sull’AI e sul futuro del lavoro si è concentrata molto su ciò che l’automazione potrebbe eliminare: posti di lavoro, attività e opportunità per chi è all’inizio della carriera.

Ma una nuova ricerca di SAP e Wakefield* suggerisce che sta emergendo una realtà diversa. L’AI non sta facendo scomparire i ruoli junior in azienda. Al contrario, sta accelerando la rapidità con cui i giovani talenti diventano produttivi, rimodellando le fasi iniziali del loro percorso e anticipando alcune aspettative.

Secondo i risultati dello studio, l’88% dei Chief HR Officer (CHRO) afferma che l’AI sta aiutando i talenti a inizio carriera a entrare nel ruolo più rapidamente. Questa accelerazione aumenta la posta in gioco per le aziende e i giovani. Mentre le organizzazioni beneficiano di livelli di produttività e di impatto più rapidi rispetto al passato, i dipendenti junior si trovano ad affrontare aspettative più elevate e dispongono di meno spazi per un apprendimento progressivo e per l’affiancamento. Questa situazione sta spingendo i leader a ripensare il modo in cui il successo viene definito e sostenuto fin dal primo giorno.

L’AI come acceleratore della preparazione al ruolo

Le prime attività dei ruoli junior erano tradizionalmente ripetitive e a basso rischio, e aiutavano i nuovi dipendenti a imparare progressivamente le loro responsabilità. Oggi, l’AI automatizza gran parte delle attività di base.

Questa evoluzione è sempre più comune: il 79% dei CHRO intervistati riferisce che i talenti a inizio carriera ricevono strumenti di Business AI nel primo mese di lavoro. Inoltre, l’87% si aspetta che i nuovi assunti abbiano familiarità con l’AI fin dal primo giorno o imparino a usare questi strumenti subito dopo l’ingresso in azienda.

Con l’AI che assorbe le attività tradizionali, le persone a inizio carriera possono coprire attività più significative in tempi veloci, e i CHRO ne stanno già vedendo l’impatto, con il 56% che segnala un miglioramento della fiducia in sé e il 55% che evidenzia un aumento della produttività tra coloro che iniziano a utilizzare l’AI in tempi rapidi.

“Poiché i giovani possono raggiungere la piena operatività più rapidamente, le aspettative nei loro confronti aumentano con la stessa velocità. Diversi fattori strutturali contribuiscono a questo cambiamento: le organizzazioni stanno ridefinendo il modo in cui inseriscono e sviluppano i talenti a inizio carriera e coloro che entrano sono chiamati ad affrontare attività sempre più complesse fin dalle prime fasi del percorso professionale”, ha spiegato Pietro Iurato, People & Culture Director di SAP Italia. “Con queste aspettative crescenti, è facile capire come il carico cognitivo dei ruoli entry level possa aumentare in modo sensibile”.

Il rischio dell’AI brain fry

Alcuni ricercatori definiscono questa dinamica “AI brain fry”, ovvero l’affaticamento cognitivo derivante dalla gestione di workflow rapidi e guidati dall’intelligenza artificiale.

Nel loro insieme, questi cambiamenti creano diversi rischi sia per i dipendenti sia per le organizzazioni:

  • Aumento dell’uso di shadow AI: il 56% dei CHRO coinvolti nello studio afferma che le nuove promesse a inizio carriera ricorrono a strumenti di AI non autorizzati quando le linee guida ufficiali non sono chiare. Questo comportamento potrebbe riflettere il tentativo di stare al passo piuttosto che una volontaria violazione delle policy.
  • Utilizzo incoerente o strumenti di AI non adeguati: il 44% dei CHRO afferma che un accesso disomogeneo agli strumenti di AI aumenta il rischio di turnover, soprattutto per le figure junior che potrebbero sentirsi incapaci di soddisfare le nuove aspettative di performance senza governance e strumenti di AI idonei.
  • Sviluppo continuo delle competenze di base: sebbene l’AI aumenti la produttività, il 38% dei leader teme che i talenti a inizio carriera, senza un estensivo piano di formazione, non sviluppino adeguatamente competenze fondamentali come comunicazione, pensiero critico, capacità di giudizio e collaborazione.

Ripensare il primo passo nel mondo del lavoro

Poiché i tradizionali percorsi di apprendimento per i giovani si stanno restringendo, le organizzazioni devono ora riprogettare il modo in cui questi momenti formativi avvengono. La ricerca evidenzia diverse aree in cui i leader HR possono rafforzare la fase iniziale del percorso professionale:

Poiché i tradizionali percorsi di apprendimento per i giovani si stanno restringendo, le organizzazioni devono ora riprogettare il modo in cui questi momenti formativi avvengono. La ricerca evidenzia diverse aree in cui i leader HR possono rafforzare la fase iniziale del percorso professionale:

  • Sviluppare le competenze di base

Con la scomparsa delle attività ripetitive, le organizzazioni hanno l’opportunità di creare nuovi modi per sviluppare comunicazione, collaborazione, pensiero critico e capacità decisionale.

Questo può includere esperienze strutturate basate su progetti, framework decisionali più chiari e attività di coaching più frequenti focalizzate sul giudizio e sulla prioritizzazione, non solo sul completamento delle attività.

  • Progettare i ruoli entry level per attività a maggior valore

I dipendenti a inizio carriera sono in grado di contribuire in modo più strategico quando i ruoli sono progettati con il giusto equilibrio. Riprogettare quindi le posizioni entry level per includere una chiara ownership – supportata da aspettative esplicite, mentoring e linee guida ben definite per decisioni e processi di escalation – aiuta a costruire fiducia tra i giovani.

  • Stabilire la governance dell’AI fin dal primo giorno

Senza indicazioni chiare, i junior possono avere difficoltà a comprendere come utilizzare l’AI in modo responsabile. Introdurre aspettative sull’uso dell’AI durante l’onboarding, rafforzare le best practice specifiche per ruolo e normalizzare conversazioni guidate dai manager sull’utilizzo dell’AI può ridurre lo shadow AI e costruire fiducia nelle nuove tecnologie fin dall’inizio.

  • Garantire un accesso equo all’AI per manager e team

Con l’aumento delle aspettative, un accesso disomogeneo agli strumenti di AI può aumentare silenziosamente il carico di lavoro e lo stress dei dipendenti a inizio carriera. Fornire accesso coerente, formazione e abilitazione aiuta a garantire che i nuovi assunti siano preparati, senza aumentare burnout o turnover.

L’AI non sta eliminando i posti di lavoro junior, sta ridefinendo il percorso che i giovani devono intraprendere per essere efficaci e aumentare il valore del loro contributo. Sebbene i ruoli entry level possano essere meno numerosi, le aspettative in termini di impatto sono più elevate, rendendo ancora più importante affiancare la padronanza dell’AI a solide competenze trasversali.

“Sviluppare entrambe le competenze non solo aiuterà i giovani a trovare più facilmente lavoro, ma consentirà loro di generare valore per l’organizzazione rapidamente e sviluppare capacità durature”, conclude Pietro Iurato. “Quando le persone a inizio carriera diventano produttivi prima, le aziende possono muoversi più velocemente, innovare in anticipo e operare in modo più efficiente, ma solo se questa velocità è accompagnata da un piano strutturato di coaching e sviluppo costante. Le organizzazioni che sapranno gestire con successo questa transizione garantiranno che i talenti junior non solo raggiungano la piena operatività velocemente, ma sviluppino anche capacità di giudizio, collaborazione e pensiero critico che l’AI non può sostituire”.

*La SAP AI Talent Survey è stata condotta da Wakefield Research (www.wakefieldresearch.com) coinvolgendo 100 CHRO (o figure equivalenti) di organizzazioni internazionali con un fatturato annuo minimo di 500 milioni di dollari, in cui i dipendenti utilizzano strumenti basati sull’intelligenza artificiale nelle loro attività quotidiane. Il sondaggio si è svolto tra il 19 febbraio e il 2 marzo 2026 tramite invito via e-mail e questionario online.

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